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"Open Education" 16 May AM

Sessione su "open education". Tema enorme, affrontato da una trentina di persone, guidate da Charles Nesson e Gene Koo, Si stanno impiegando i 75 minuti a disposizione nel mero elenco di temi, problemi e opportunita'. Con un tema simile, non c'era probabilmente alternativa. Osservazione che condivido: Charles Nesson sottolinea che l'online education aumenta l'importanza del "residential learning". Harvard ha, insomma, un grande futuro come residential university; ma contemporaneamente collaborera' con tutte le altre universita' del mondo per offrire online education come una sorta di commons.

Seconda sessione 15 May PM

Inizia Charles Nesson. Accanto a lui siedono Michael Fricklas (Executive Vice President, General Counsel and Secretary, Viacom), Reed Hundt (Former FCC Chairman and Principal, Charles Ross Partners), Esther Dyson (President, Edventure Holdings). Charles Nesson inizia dicendo che i tre grandi attori sono: Governi, for profit e no profit. Quando si fanno le regole, sono loro che si siedono al tavolo (o dovrebbero, dico io). Continua.

Seconda sessione 15 May AM

Dopo la sessione di Jonathan Zittrain, concentrata sul rischio, a suo avviso molto concreto, che le piattaforme aperte che hanno reso possibile Internet vengano chiuse (come capita con l'iPhone), sta ora parlando John Palfrey, executive director del Berkman Center. Il tema e' Internet & democrazia. Parla della rivolta dei monaci in Birmania e del ruolo giocato da Internet in quell'occasione. Ora sta parlando Ethan Zuckerman, coordinatore del progetto Global Voices. Continua .

Inizia "Berkman@10"!

Da pochi minuti e' iniziato Berkman@10, la conferenza che celebra i dieci anni del Berkman Center for Internet & Society della Harvard Law School. Non e' solo una conferenza, e' anche una festa: in molti, infatti, sono venuti da tutto il mondo per celebrare un gruppo di persone che per prime hanno capito che Internet non era una tecnologia come le altre e che era opportuno "to study and to shape its impact on society", una frase che adotterei verbatim come motto per il nostro NEXA Center for Internet & Society.

Wi-Fi gratis

Aeroporto di Las Vegas e aeroporto di Denver: in entrambi i casi, wi-fi pervasivo e gratuito. Nel caso di Las Vegas, semplicissima pagina di login "guest". Nel caso di Denver, ci si connette direttamente. L'Italia (e molta Europa) ha fermamente scelto il modello a pagamento: qualcuno provera' mai a calcolare il costo sociale ed economico delle mancate connessioni e a confrontarlo con le revenues (probabilmente minuscole) del wi-fi a pagamento imposto negli aeroporti e altri luoghi pubblici italici?

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