{"id":1405,"date":"2015-01-02T16:31:28","date_gmt":"2015-01-02T15:31:28","guid":{"rendered":"https:\/\/new.demartin.nexacenter.org\/?p=1405"},"modified":"2015-01-02T16:31:28","modified_gmt":"2015-01-02T15:31:28","slug":"solidarieta-una-parola-che-ritorna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demartin.polito.it\/?p=1405","title":{"rendered":"&#8220;Solidariet\u00e0 &#8211; una parola che ritorna&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><center><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/demartin.polito.it\/sites\/demartin.polito.it\/files\/rodota_solidarieta_collage.jpg\" align=\"left\" border=\"10\"  width=\"300\" ><\/center>Ci sono parole che tornano. Possono inabissarsi per qualche tempo, ma poi la loro forza intrinseca le spinge di nuovo in alto. Solidariet\u00e0 \u00e8 una di queste parole. Poco considerata negli ultimi decenni, sta ora tornando ad imporre la sua forza, come testimoniato non solo dal nuovo libro di Stefano Rodot\u00e0, <a href=\"http:\/\/www.laterza.it\/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=1528:la-solidarieta-virtu-dei-tempi-difficili-o-sentimento-repubblicano&#038;catid=40:primopiano&#038;Itemid=101\">\u201cSolidariet\u00e0 &#8211; Un\u2019utopia necessaria\u201d<\/a> (Laterza, 141 pagine, 14 euro), ma anche da \u201cDue giorni, una notte\u201d, il film del fratelli Dardenne nei cinema proprio in questi giorni. E\u2019 forse la pi\u00f9 grave recessione economica a memoria d\u2019uomo a renderci pi\u00f9 sensibili all\u2019idea di solidariet\u00e0? Riscopriamo un\u2019idea antica per il ritorno di paure che si pensavano superate per sempre &#8211; come la paura di non potersi curare o di non potersi permettere di studiare? Le difficolt\u00e0 economiche stanno probabilmente favorendo il fenomeno, che per\u00f2 ha radici che vanno al di l\u00e0 della congiuntura. Questi ultimi trent\u2019anni, infatti, hanno visto l\u2019affermarsi di idee fortemente anti-solidaristiche. <center><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/demartin.polito.it\/sites\/demartin.polito.it\/files\/image1.JPG\" align=\"right\" border=\"0\"  width=\"150\" ><\/center>In molti ambiti sono stati avviati processi con l\u2019obiettivo di sostituire all\u2019idea di istituzione (e a quella di comunit\u00e0) quella di mercato: gli ospedali sono quindi diventati \u201cAziende Ospedaliere\u201d; le scuole hanno iniziato a doversi vendere su un ipotetico mercato scolastico avente come clienti gli studenti e loro famiglie; persino la comunit\u00e0 scientifica si sta frantumando grazie a processi di valutazione che esasperano ulteriormente i muri tra la discipline e mettono ricercatore contro ricercatore, dipartimento contro dipartimento, universit\u00e0 contro universit\u00e0. A questi processi disgregatori la societ\u00e0 sta iniziando a opporre, come sempre nella storia, una reazione. E questa reazione passa necessariamente per la solidariet\u00e0, per la ricerca di ci\u00f2 che unisce, per l\u2019attenzione al destino comune. Il libro di Stefano Rodot\u00e0 traccia la storia dell\u2019idea e poi argomenta con forza che la democrazia deve essere fondata su quattro idee che si affiancano e si sostengono a vicenda: libert\u00e0, dignit\u00e0, eguaglianza e, appunto, solidariet\u00e0. Sono queste le basi per guardare al futuro con speranza. E\u2019 qui che la politica potrebbe ritrovare un suo ruolo forte, ineliminabile. <br \/> <em>(Recensione apparsa sull&#8217;edizione nazionale de &#8220;La Stampa&#8221; del 19 dicembre 2014, p. 33).<\/em> <!--break--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono parole che tornano. Possono inabissarsi per qualche tempo, ma poi la loro forza intrinseca le spinge di nuovo in alto. 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