{"id":1422,"date":"2018-06-02T11:48:07","date_gmt":"2018-06-02T09:48:07","guid":{"rendered":"https:\/\/new.demartin.nexacenter.org\/?p=1422"},"modified":"2018-06-02T11:48:07","modified_gmt":"2018-06-02T09:48:07","slug":"norberto-bobbio-sulla-democrazia-1958","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demartin.polito.it\/?p=1422","title":{"rendered":"Norberto Bobbio sulla democrazia (1958)"},"content":{"rendered":"<p><em>Questo testo di Norberto Bobbio comparve nel 1958 su &#8220;Risorgimento&#8221; che, in occasione del primo decennale della Costituzione, aveva promosso un&#8217;inchiesta. Venne poi pubblicato, nello stesso anno, sul bollettino dell&#8217; Ateneo di Torino.<\/em> <\/p>\n<p> \u201cQuando parliamo di democrazia, non ci riferiamo soltanto a un insieme di istituzioni, ma indichiamo anche una generale concezione della vita. Nella democrazia siamo impegnati non soltanto come cittadini aventi certi diritti e certi doveri, ma anche come uomini che debbono ispirarsi a un certo modo di vivere e di comportarsi con se stessi e con gli altri. <\/p>\n<p> Come regime politico la democrazia moderna \u00e8 fondata sul riconoscimento e la garanzia della libert\u00e0 sotto tre aspetti fondamentali: la libert\u00e0 civile, la libert\u00e0 politica e la libert\u00e0 sociale. Per libert\u00e0 civile s&#8217; intende la facolt\u00e0, attribuita ad ogni cittadino, di fare scelte personali senza ingerenza da parte dei pubblici poteri, in quei campi della vita spirituale ed economica, entro i quali si spiega, si esprime, si rafforza la personalit\u00e0 di ciascuno. Attraverso la libert\u00e0 politica, che \u00e8 il diritto di partecipare direttamente o indirettamente alla formazione delle leggi, viene riconosciuto al cittadino il potere di contribuire alle scelte politiche che determinano l&#8217; orientamento del governo, e di discutere e magari di modificare le scelte politiche fatte da altri, in modo che il potere politico perda il carattere odioso di oppressione dall&#8217; alto. Inoltre, oggi siamo convinti che libert\u00e0 civile e libert\u00e0 politica siano nomi vani qualora non vengano integrate dalla libert\u00e0 sociale, che sola pu\u00f2 dare al cittadino un potere effettivo e non solo astratto o formale, e gli consente di soddisfare i propri bisogni fondamentali e di sviluppare le proprie capacit\u00e0 naturali. <\/p>\n<p> Queste tre libert\u00e0 sono l&#8217; espressione di una compiuta concezione della vita e della storia, della pi\u00f9 alta e umanamente pi\u00f9 ricca concezione della vita e della storia che gli uomini abbiano creato nel corso dei secoli. Dietro la libert\u00e0 civile c&#8217; \u00e8 il riconoscimento dell&#8217; uomo come persona, e quindi il principio che societ\u00e0 giusta \u00e8 soltanto quella in cui il potere dello stato ha dei limiti ben stabiliti e invalicabili, e ogni abuso di potere pu\u00f2 essere legittimamente, cio\u00e8 con mezzi giuridici, respinto, e vi domina lo spirito del dialogo, il metodo della persuasione contro ogni forma di dogmatismo delle idee, di fanatismo, di oppressione spirituale, di violenza fisica e morale. Dietro la libert\u00e0 politica c&#8217; \u00e8 l&#8217; idea della fondamentale eguaglianza degli uomini di fronte al potere politico, il principio che dinanzi al compito di governare, essenziale per la sopravvivenza stessa e per lo sviluppo della societ\u00e0 umana, non vi sono eletti e reprobi, governanti e governati per destinazione, potenti incontrollati e servi rassegnati, classi inferiori e classi superiori, ma tutti possono essere, a volta a volta, governanti o governati, e gli uni e gli altri si avvicendano secondo gli eventi, gli interessi, le ideologie. Infine, dietro la libert\u00e0 sociale c&#8217; \u00e8 il principio, tardi e faticosamente apparso, ma non pi\u00f9 rifiutabile, che gli uomini contano, devono contare, non per quello che hanno, ma per quello che fanno, e il lavoro, non la propriet\u00e0, il contributo effettivo che ciascuno pu\u00f2 dare secondo le proprie capacit\u00e0 allo sviluppo sociale, e non il possesso che ciascuno detiene senza merito o in misura non proporzionata al merito, costituisce la dignit\u00e0 civile dell&#8217; uomo in societ\u00e0. <\/p>\n<p> Una democrazia ha bisogno, certo, di istituzioni adatte, ma non vive se queste istituzioni non sono alimentate da saldi principi. L\u00e0 dove i principi che hanno ispirato le istituzioni perdono vigore negli animi, anche le istituzioni decadono, diventano, prima, vuoti scheletri, e rischiano poi al primo urto di finire in polvere. Se oggi c&#8217; \u00e8 un problema della democrazia in Italia, \u00e8 pi\u00f9 un problema di principi che di istituzioni. A dieci anni dalla promulgazione della costituzione possiamo dire che le principali istituzioni per il funzionamento di uno stato democratico esistono. Ma possiamo dire con altrettanta sicurezza che i principi delle democrazia siano diventati parte viva del nostro costume? <\/p>\n<p> Non posso non esprimere su questo punto qualche apprensione. Il cammino della democrazia non \u00e8 un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell&#8217; umanit\u00e0. Oggi non crediamo, come credevano i liberali, i democratici, i socialisti al principio del secolo, che la democrazia sia un cammino fatale. Io appartengo alla generazione che ha appreso dalla Resistenza europea qual somma di sofferenze sia stata necessaria per restituire l&#8217; Europa alla vita civile. <\/p>\n<p> La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri \u00e8 che loro erano democratici ottimisti. Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme.\u201d <\/p>\n<p> (da un post su Facebook del prof. Riccardo Bellofiore, che ringrazio.)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo testo di Norberto Bobbio comparve nel 1958 su &#8220;Risorgimento&#8221; che, in occasione del primo decennale della Costituzione, aveva promosso un&#8217;inchiesta. Venne poi pubblicato, nello stesso anno, sul bollettino dell&#8217; Ateneo di Torino. \u201cQuando parliamo di democrazia, non ci riferiamo soltanto a un insieme di istituzioni, ma indichiamo anche una generale concezione della vita. Nella [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-1422","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/demartin.polito.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1422","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/demartin.polito.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/demartin.polito.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demartin.polito.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demartin.polito.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1422"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/demartin.polito.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1422\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/demartin.polito.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1422"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/demartin.polito.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1422"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/demartin.polito.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1422"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}