{"id":1423,"date":"2020-05-23T07:31:41","date_gmt":"2020-05-23T05:31:41","guid":{"rendered":"https:\/\/new.demartin.nexacenter.org\/?p=1423"},"modified":"2020-05-23T07:31:41","modified_gmt":"2020-05-23T05:31:41","slug":"editoriale-la-stampa-quale-universita-dopo-la-pandemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demartin.polito.it\/?p=1423","title":{"rendered":"Editoriale &#8220;La Stampa&#8221;: Quale universit\u00e0 dopo la pandemia?"},"content":{"rendered":"<p>Come sar\u00e0 l&#8217;Universit\u00e0 del futuro? La domanda inizia a circolare, e non solo in ambito accademico, come \u00e8 giusto che sia. La tragedia che stiamo vivendo, infatti, \u00e8 un evento di portata storica, che probabilmente modificher\u00e0 molte cose in profondit\u00e0. E&#8217; quindi doveroso iniziare a interrogarsi su quali possano essere gli scenari futuri, non solo per aiutare le Universit\u00e0 a prepararsi per tempo, ma anche per provare a influire direttamente sugli sviluppi, in modo da salvaguardare &#8211; e se possibile rafforzare &#8211; il ruolo sociale degli Atenei. <\/p>\n<p> Quella che si profila all&#8217;orizzonte \u00e8 una crisi economica probabilmente pi\u00f9 grave di quella del 2008,  forse addirittura paragonabile a quella del &#8217;29. Anche nel caso &#8211; auspicabile &#8211; che si riesca ad evitare  uno scenario cos\u00ec fosco, \u00e8 comunque ragionevole ipotizzare che molte cose cambieranno e non solo in ambito economico. Esattamente quali saranno i cambiamenti naturalmente non lo sa ancora nessuno, si possono solo fare degli scenari. Come in tutte le crisi, infatti, ci saranno &#8211; anzi, sono gi\u00e0 iniziate &#8211; scontri e negoziati, anche feroci, per dare forma al futuro, scontri e negoziati il cui esito \u00e8 ancora molto aperto. <\/p>\n<p> E&#8217; per\u00f2 possibile dare per ragionevolmente probabili alcuni sviluppi, tra cui i seguenti: <\/p>\n<ul>\n<li>le catene di produzione si accorceranno sensibilmente;<\/li>\n<li>si identificheranno beni e servizi ritenuti essenziali, che torneranno ad essere assicurati a livello nazionale (o addirittura locale);\n<li>i mercati interni aumenteranno di importanza, riducendo l&#8217;enfasi posta (soprattutto in Europa) sulle esportazioni;<\/li>\n<li>in Italia torneremo a investire nella sanit\u00e0 pubblica, che comunque cambier\u00e0 a valle della terribile prova che sta sostenendo;<\/li>\n<li>anche il Welfare cambier\u00e0, sia nell&#8217;immediato, sia a regime;<\/li>\n<li>gli spostamenti internazionali di persone si ridurranno sensibilmente, per cui crescer\u00e0 di importanza &#8211; psicologica oltre che materiale &#8211; la dimensione nazionale;<\/li>\n<li>il &#8220;grande gioco&#8221; internazionale tra aree geopolitiche aumenter\u00e0 di intensit\u00e0;<\/li>\n<li>il ruolo dello Stato in molti settori, inclusa l&#8217;economia, crescer\u00e0, anche non sappiamo ancora n\u00e9 con quale intensit\u00e0, n\u00e9 con quali modalit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p> Riguardo al mondo dell&#8217;istruzione \u00e8 evidente che il grande esperimento forzato di insegnamento online di queste settimane lascer\u00e0 tracce importanti anche dopo l&#8217;emergenza. Ci\u00f2 \u00e8 positivo a patto che nel dare forma al futuro si faccia tesoro degli studi di questi ultimi dieci anni che hanno dimostrato l&#8217;importanza del rapporto interpersonale tra docente e studente per assicurare buoni livelli di successo educativo. Un digitale, quindi, non sostitutivo (se non in emergenza), ma &#8211; salvaguardata la salute &#8211; utile strumento a disposizione dei docenti per aumentare ulteriormente l&#8217;efficacia della loro azione in presenza. <\/p>\n<p> A parte il digitale e focalizzandoci sulle Universit\u00e0, se gli scenari sopra tratteggiati si realizzeranno anche solo in parte si profila un&#8217;Universit\u00e0 che, pur rimanendo ben connessa con la comunit\u00e0 internazionale, diventa pi\u00f9 attenta di quanto non fosse gi\u00e0 in passato alle priorit\u00e0 nazionali. In particolare vorrei portare l&#8217;attenzione sulla assai probabile (e auspicabile) decisione di far crescere il mercato interno per compensare la diminuzione delle esportazioni. Se ci\u00f2 effettivamente capitasse, tale cambiamento potrebbe rappresentare, oltre al resto, un&#8217;opportunit\u00e0 non solo per recuperare quella porzione della base manufatturiera che abbiamo perso negli ultimi 20 anni, ma anche per alzare il livello tecnologico e organizzativo medio del tessuto produttivo italiano. In tal caso le Universit\u00e0 svolgerebbero un ruolo essenziale non solo perch\u00e9 fornirebbero i laureati necessari per realizzare tale salto di qualit\u00e0, ma anche perch\u00e9, se sostenute da politiche adeguate, potrebbero contribuire direttamente intensificando le collaborazioni con le imprese. <\/p>\n<p> In ogni caso le Universit\u00e0 non devono solo seguire gli sviluppi e prepararsi di conseguenza, ma anche contribuire direttamente a dare forma al mondo che sta nascendo da questa crisi partecipando alle discussioni, realizzando studi, prospettando soluzioni creative alle sfide di questa crisi senza precedenti. Lo devono fare sforzandosi di rappresentare gli interessi della maggioranza degli italiani e con l&#8217;obiettivo di creare le condizioni per aumentare ulteriormente il loro contributo al benessere culturale, materiale e civile della collettivit\u00e0. <\/p>\n<p> <em>(commento apparso in forma leggermente ridotta su &#8220;La Stampa&#8221;, 11 aprile 2020, col titolo: <a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/topnews\/lettere-e-idee\/2020\/04\/11\/news\/la-ripartenza-passa-dalle-universita-1.38704624\">&#8220;La ripartenza passa dalle universit\u00e0&#8221;<\/a>).<\/em> <!--break--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come sar\u00e0 l&#8217;Universit\u00e0 del futuro? La domanda inizia a circolare, e non solo in ambito accademico, come \u00e8 giusto che sia. La tragedia che stiamo vivendo, infatti, \u00e8 un evento di portata storica, che probabilmente modificher\u00e0 molte cose in profondit\u00e0. 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