{"id":1435,"date":"2022-11-17T10:23:51","date_gmt":"2022-11-17T09:23:51","guid":{"rendered":"https:\/\/new.demartin.nexacenter.org\/?p=1435"},"modified":"2022-11-17T10:23:51","modified_gmt":"2022-11-17T09:23:51","slug":"la-tecnologia-per-capire-lumanita-la-stampa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demartin.polito.it\/?p=1435","title":{"rendered":"La tecnologia per capire l&#8217;Umanit\u00e0 (&#8220;La Stampa&#8221;)"},"content":{"rendered":"<p>La tecnologia \u00e8 ovunque. La indossiamo, la usiamo per spostarci, per scaldarci, per nutrirci e per mille altre attivit\u00e0. Non solo: viviamo letteralmente <em>dentro<\/em> alla tecnologia. E\u2019 infatti artificiale l\u2019ambiente in cui spendiamo gran parte della nostra vita, a casa, al lavoro, in citt\u00e0. <\/p>\n<p> Forse per questa sua onnipresenza molte persone ormai considerano la tecnologia come una sorta di natura, qualcosa di cui si prende passivamente atto, cos\u00ec come si prende atto di un temporale o di un monte. <\/p>\n<p> Tuttavia pensare alla tecnologia in questo modo \u00e8 un problema, innanzitutto culturale, ma non solo culturale: pensare alla tecnologia come se fosse \u201cnatura\u201d, infatti, ci impedisce di capirla davvero, con ricadute molto concrete anche in ambito economico e persino nei rapporti internazionali. <\/p>\n<p> La tecnologia, infatti, non \u00e8 \u201cdata\u201d. Al contrario, la tecnologia \u00e8 costituita da ci\u00f2 che, non esistendo in natura, viene portato in esistenza grazie allo sforzo deliberato di una persona, nel caso pi\u00f9 semplice dell\u2019artigiano o dell\u2019artista, o di molte migliaia di persone nel caso delle tecnologie pi\u00f9 avanzate. Quindi la tecnologia \u00e8 umanit\u00e0, come recita il motto di Biennale Tecnologia, la grande manifestazione culturale organizzata dal Politecnico che inizia oggi, nel senso che la tecnologia \u00e8 sognata, progettata e realizzata da esseri umani per obiettivi \u2013 nobili, banali o atroci che siano \u2013 strettamente umani. <\/p>\n<p> Per questo motivo se guardassimo la tecnologia con occhi consapevoli, ci dovremmo vedere riflessi noi stessi. Tranne casi particolari non personalmente noi stessi, ma certamente gli esseri umani che da qualche parte nel mondo hanno scavato la terra per tirare fuori i minerali necessari, che hanno ideato, progettato e prodotto i componenti, che hanno assemblato e dato forma al tutto, che l\u2019hanno trasportato magari all\u2019altro capo del mondo, che l\u2019hanno venduto e che infine l\u2019hanno smaltito. <\/p>\n<p> Allo stesso modo se guardassimo la tecnologia con occhi consapevoli ci vedremmo dentro anche il nostro pianeta: le miniere da cui sono usciti i materiali, i pozzi petrolifere o le pale eoliche che hanno prodotto l\u2019energia, le fabbriche che hanno raffinato e prodotto, le discariche che hanno smaltito, le conseguenze di tutto questo sui fiumi, i mari, la vegetazione, la fauna, l\u2019atmosfera. <\/p>\n<p> Infine se guardassimo alla tecnologia con occhi consapevoli ci vedremmo riflesse le conseguenze della tecnologia &#8211; positive e negative, banali o importanti che siano  &#8211; sui bambini e sugli anziani, sui poveri e sui benestanti, sulla democrazia e sui rapporti personali, sulla salute fisica e mentale, sulla guerra e sulla pace, sul progresso o sul degrado morale dell\u2019umanit\u00e0, sul \u201cSud\u201d e sul \u201cNord\u201d del mondo. <\/p>\n<p> Da oggi fino a domenica sera Biennale Tecnologia offrir\u00e0, dunque, proprio questo ai suoi visitatori: li aiuter\u00e0 a vedere in ogni oggetto tecnologico &#8211; semplice o complesso che sia &#8211; un sorta di prisma da cui si irradiano mille raggi, in mille direzioni diverse. <\/p>\n<p> <em>Apparso su &#8220;La Stampa&#8221;, edizione di Torino, gioved\u00ec 10 novembre 2022, p. 39 + 51.<\/em> <!--break--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tecnologia \u00e8 ovunque. 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