Buon 2011

Passata la pausa di fine anno, ho cambiato la foto del mio profilo su Facebook, sostituendola con un cappello da garibaldino affiancato da libri di alcune persone che hanno fatto l'Italia. Persone naturalmente rappresentative di un insieme ben piu' vasto e che arriva fino a oggi (penso, tra gli altri, a Stefano Rodotà e a Gustavo Zagrebelsky), ma che per motivi di spazio non potevano rientrare tutti in una piccola fotografia. Faccio questo piccolo gesto senza alcuna retorica, convinto che il livello di disfacimento nazionale sia cosi' acuto e pericoloso da richiedere la mobilitazione di tutti. Una mobilitazione in primo luogo etica e culturale. Buon 2011 a tutti.

Laudatio del Prof. Angelo Raffaele Meo

Torino, 22 dicembre 2010, ore 15
Aula Magna del Politecnico di Torino

E' un onore per me introdurre oggi la lectio magistralis del professor Angelo Raffaele Meo in occasione del suo pensionamento dal Politecnico di Torino.
Senza alcun dubbio, Angelo Raffaele Meo è uno degli informatici più noti e più apprezzati d'Italia. La sua vita e il suo lavoro – che mi accingo a tratteggiare – testimoniano un ampio spettro di interessi e di attività che hanno dato lustro non solo al nostro Ateneo, non solo all'ingegneria e all'informatica, ma anche al nostro Paese.

Ancora sull'effetto "PD"

Qualche mese fa segnalavo agli amici di COMMUNIA, la rete europea sul pubblico dominio digitale, che l'entrata di Sigmund Freud nel pubblico dominio il 1 gennaio 2010 aveva prodotto effetti visibilissimi a chiunque frequenti le librerie. Per essere quantitativi, da inizio 2010 al momento in cui scrivevo c'erano state ben 36 edizioni da parte di 10 editori diversi (secondo il database di www.ibs.it), contro una media di un paio di edizioni all'anno nel decennio precedente.

L'effetto "PD"

Un film americano di Frank Capra e le opere di un'intera generazione di scrittori romantici inglesi (Keats, Shelley, ecc.) devono il loro status di culto anche grazie al pubblico dominio. Grazie al prof. Paul A. David per la segnalazione; a seguire un estratto dal suo discussion paper del 2008.

juan carlos

Restricting Access to Books on the Internet: Some Unanticipated Effects of U.S. Copyright Legislation

Paul A. David and Jared Rubin

"In difesa dell'Università"

25 Giugno 2010 I Il corpo accademico continua ad essere smarrito e silenzioso. È come un pugile frastornato: non reagisce ai colpi che vengono inferti all’Università – e dunque innanzi tutto a chi in essa vive e la fa vivere – da una campagna carica di disprezzo e di irrisione e da una serie di atti governativi devastanti (ampiamente condivisi, nella sostanza ispiratrice, anche dall’opposizione). Continua a subirli in silenzio, rannicchiato su se stesso. Non ha mai trovato le forme collettive di una reazione. Qualcuno ha paragonato l’Università italiana di oggi alle Signorie del Cinquecento, che si rivolsero alle potenze straniere perché non sapevano risolvere i loro problemi. Ma l’immagine più propria è quella di una colonna di prigionieri stracciati e dagli occhi vuoti, che strascicano i piedi sotto il controllo di poche guardie armate. (continua)

Solo in Italia

Il 31 marzo, a urne regionali ancora calde e nel giorno dei funerali delle decine di vittime dell'attentato di Mosca, il freepress Metro ha confermato una distorsione tipica dei media italiani, ovvero "sbatti Internet in prima pagina (ma solo se la notizie è negativa, ovviamente)". E ne' in prima pagina ne' nel richiamo a p. 6 vengono dati i valori assoluti dell'impatto (pochi punti percentuali ad oggi, fatto reperibile con una semplice ricerca in rete) ne' la vera indicazione chiave del rapporto di Greenpeace, ovvero: "However, the report also shows how IT can avert climate chaos by becoming a transformative force advocating for solutions that increase the use of renewable energy".

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